Glutine e autismo
Un caso studio pubblicato sul Journal of Child Neurology
Lo studio pubblicato qualche giorno fa dall’Università di Alberta (il cui abstract potete leggere tradotto sotto) avrà sicuramente ripercussioni importanti nel mondo dell’autismo: i ricercatori Genuis e Bouchard hanno descritto un caso di ”malattia celiaca che si manifesta come autismo”.
Hanno scritto:
“Dopo un’indagine iniziale, che suggeriva una celiachia di base e deficienze in vari nutrienti, è stata inserita una dieta senza glutine insieme a supplementi dietetici per assicurare un apporto nutrizionale sufficiente. I sintomi gastrointestinali del paziente si sono risolti rapidamente e i segni ed i sintomi di autismo sono progressivamente diminuiti.”
Miglioramenti dopo una dieta senza glutine e caseina non sono certo una sorpresa per molti genitori, medici e ricercatori che seguono l’approccio biomedico proposto dall’Autism Research Institute: in un progetto di raccolta di dati attualmente in atto, cui hanno partecipato più di 2500 genitori di bambini con autismo, più del 60% di loro ha riportato miglioramenti quando i bambini venivano messi a dieta senza glutine (GF) e caseina (CF).
Quello che mi preme sottolineare è che Genuis e Bouchard nel loro studio menzionano una importante implicazione legata ai cambiamenti intestinali associati con ipersensibilità al glutine, affermando che la deficienza nutrizionale che ne consegue potrebbe essere determinante nel ritardo dello sviluppo.
Questa osservazione è coerente con quanto già precedentemente annunciato nelle scoperte di Jill James e colleghi, che conclusero che “un intervento nutrizionale mirato con methylcobalamina e acido folinico poteva essere di beneficio clinico in alcuni bambini con autismo”.
La conclusione simile cui sono giunti Genuis and Bouchard è quella di consigliare per tutti i bambini con problemi del neurosviluppo una valutazione per verificare deficienze nutrizionali e sindromi da malassorbimento.
Quanto dovremo aspettare perché questo venga preso in considerazione dai medici che si occupano in Italia di autismo e perché quindi ad ogni bambino che riceve la diagnosi siano fatte delle analisi per verificare se ci sono carenze nutrizionali e malassorbimento?
PubMed: Confermati i miglioramenti in bambini autistici a dieta SG
1. Celiac Disease Presenting as Autism.
Genuis SJ, Bouchard TP. J Child Neurol. 2009 Jun 29.
http://jcn.sagepub.com/cgi/rapidpdf/0883073809336127v1
Le diete che riducono il glutine diventano sempre più popolari tra i genitori che cercano una cura per bambini con dignosi di autismo. Alcuni dei resoconti che citano la dieta per celiaci nei bambini autistici, potrebbero essere collegati al miglioramento delle deficienze nutrizionali, derivanti da una non diagnosticata sensibilità al glutine con conseguente malassorbimento. Viene presentato un caso di un bambino di 5 anni con una diagnosi di autismo grave, in una clinica specialistica per disordini dello spettro autistico. Dopo un’indagine iniziale, che suggeriva una celiachia di base e deficienze in vari nutrienti, è stata inserita una dieta senza glutine insieme a supplementi dietetici per assicurare un apporto nutrizionale sufficiente. I sintomi gastrointestinali del paziente si sono risolti rapidamente e i segni ed i sintomi di autismo sono progressivamente diminuiti. Questo caso è un esempio di una comune sindrome da malassorbimento, associata con una disfunzione del sistema nervoso centrale e suggerisce che, in alcuni contesti, la deficienza nutritiva potrebbe essere determinante nel ritardo dello sviluppo. Si consiglia che tutti i bambini con problemi del neurosviluppo, vengano valutati per verificare deficienze nutrizionali e sindromi da malassorbimento.
