Garanzia della sicurezza dei vaccini. Quale medico la firmerebbe?
Il dibattito sulla sicurezza dei vaccini si trascina da decenni: da una parte i responsabili delle campagne vaccinali che, pur ammettendo alcuni rischi, garantiscono che i vaccini sono sicuri e prevengono malattie mortali; dall’altra, un crescente numero di medici, ricercatori e genitori che, preoccupati da determinate evidenze, ritengono ci siano degli errori sia nella teoria che nella applicazione della politica vaccinale e affermano che i vaccini sono pericolosi.
Da qui la cosiddetta “controversia sui vaccini”, una controversia “scomoda” in quanto mina la fiducia nella politica sanitaria dei governi e crea paura, preoccupazione e indecisione tra i genitori che, purtroppo (lo vorrei sottolineare), sono letteralmente privati del loro diritto individuale di scelta; il fatto che i vaccini siano obbligatori per legge, priva i genitori di poter liberamente scegliere se vaccinare o meno i propri figli.
Questo è semplicemente inspiegabile: la vaccinazione è una procedura medica che porta con sé il rischio di eventuali danni permanenti se non addirittura di morte e, nonostante questo, è l’unica obbligatoria per legge. Ai genitori dovrebbero essere date informazioni complete e imparziali, lasciando loro la possibilità di accettare o rifiutare una procedura medica che porta con sé rischi di danno grave, disabilità o morte.
Il problema, quindi, non è esclusivamente quello della sicurezza delle vaccinazioni, ma anche della loro obbligatorietà e del diritto di scelta dei genitori: ogni cittadino dovrebbe avere secondo me il diritto di scegliere il tipo di prevenzione ed il numero di vaccini da utilizzare.
Quale è la giustificazione per la obbligatorietà della vaccinazione di massa?
Quello che la gente crede sin da quando i vaccini infantili sono diventati obbligatori è che essi migliorino la salute pubblica e che la vaccinazione di massa protegga la salute di tutti. La logica alla base di questo pensiero è che un alto livello di vaccinati è necessario per prevenire il ripresentarsi di terribili malattie: per proteggere i propri cittadini, essi devono essere vaccinati. Non è molto chiaro se questo obbligo per legge sia stato istituito perché non vi era fiducia nella collaborazione dei cittadini e si è voluto forzarli o se, essendo le vaccinazioni una procedura medica con rischio di danno o morte, esse debbano essere obbligatorie.
Se il razionale che la vaccinazione di massa protegge la salute di tutti fosse vero, la gente accetterebbe il rischio correlato senza necessità di essere obbligata e senza protestare, cosa che è praticamente avvenuta finora. Le variabili sono però purtroppo cambiate e anche le conseguenze: siamo ora di fronte ad una nuova e più insidiosa epidemia, le cui conseguenze ancora non sono state comprese appieno. L’aumento dell’incidenza di malattie autoimmuni e disfunzioni neurologiche nei nostri bambini pongono, ora più che mai, la domanda “Le vaccinazioni hanno qualche colpa in tutto questo? I vaccini sono un fattore contributivo?”
Ebbene, anche se i dati empirici e scientifici che si stanno raccogliendo suggeriscono che questo potrebbe essere possibile, gli enti preposti e le compagnie farmaceutiche continuano ad assicurare che iniettare un gran numero di virus e di sostanze tossiche nei corpi dei nostri bambini non ha effetti negativi sul loro sistema immunitario e esorta i genitori a “non preoccuparsi”. Ci chiedono di ignorare ciò che vediamo, ciò che leggiamo, che sentiamo raccontare e ci ricordano continuamente i nostri obblighi verso la società. La scienza però non supporta più queste loro “certezze” e comincia a dimostrare che il sistema immunitario umano non può essere raggirato, soppresso o controllato facendogli tollerare o accettare un DNA estraneo o proteine introdotte, senza conseguenze immunologiche.
Con una epidemia di malattie autoimmuni che sta letteralmente abbattendosi sulla nostra attuale generazione di bambini non c’è dubbio che le vaccinazioni siano un problema di salute pubblica. Forse è tempo di modificare il miope orizzonte secondo il quale un alto numero di vaccinazioni e un abbassamento dell’incidenza delle malattie infettive (in gran parte ormai completamente debellate) sia l’unico obiettivo da perseguire e di incominciare a valutare seriamente i rischi collegati a una politica vaccinale di massa.
In questa ottica nasce l’impegno di un vasto movimento internazionale, a cui sono orgogliosa di appartenere insieme ai genitori di EmergenzAutismo , composto da famiglie i cui figli sono stati danneggiati dai vaccini e che negli ultimi tempi ha registrato l’adesione alle proprie rivendicazioni di numerosi medici, ricercatori e politici. In Italia ci sono già alcune Regioni in cui le vaccinazioni non sono più obbligatorie e, grazie alla lotta di tante associazioni tra cui in particolare quella del COMILVA , si spera che entro il prossimo anno questo risultato possa estendersi a tutta la nazione.
Ci rivolgiamo quindi a quei genitori che ancora hanno la possibilità di evitare un possibile danno derivante da vaccinazioni indiscriminate (per esempio a quelle famiglie che già hanno un figlio con autismo e ne aspettano un altro) e chiediamo loro di informarsi, di leggere, di ascoltare le esperienze degli altri prima di scegliere se e come vaccinare. Provocatoriamente, abbiamo preparato un documento che pubblichiamo nel link sotto e vorremmo che tutti si interroghino sulla possibilità che un medico italiano possa mai firmarlo. Supponiamo purtroppo che questa evenienza non sarebbe neppure lontanamente immaginabile: si tratterebbe di ammettere e garantire che gli ingredienti contenuti nei vaccini sono sicuri e innocui e che si possono iniettare tranquillamente nel corpo di un bambino ancora piccolo.
Nessun medico firmerebbe, non pensate? Leggete e chiedetevene la ragione e, magari, chiedetelo anche a loro!!
Garanzia della sicurezza dei vaccini. Quale medico la firmerebbe?
Glutine e autismo
Un caso studio pubblicato sul Journal of Child Neurology
Lo studio pubblicato qualche giorno fa dall’Università di Alberta (il cui abstract potete leggere tradotto sotto) avrà sicuramente ripercussioni importanti nel mondo dell’autismo: i ricercatori Genuis e Bouchard hanno descritto un caso di ”malattia celiaca che si manifesta come autismo”.
Hanno scritto:
“Dopo un’indagine iniziale, che suggeriva una celiachia di base e deficienze in vari nutrienti, è stata inserita una dieta senza glutine insieme a supplementi dietetici per assicurare un apporto nutrizionale sufficiente. I sintomi gastrointestinali del paziente si sono risolti rapidamente e i segni ed i sintomi di autismo sono progressivamente diminuiti.”
Miglioramenti dopo una dieta senza glutine e caseina non sono certo una sorpresa per molti genitori, medici e ricercatori che seguono l’approccio biomedico proposto dall’Autism Research Institute: in un progetto di raccolta di dati attualmente in atto, cui hanno partecipato più di 2500 genitori di bambini con autismo, più del 60% di loro ha riportato miglioramenti quando i bambini venivano messi a dieta senza glutine (GF) e caseina (CF).
Quello che mi preme sottolineare è che Genuis e Bouchard nel loro studio menzionano una importante implicazione legata ai cambiamenti intestinali associati con ipersensibilità al glutine, affermando che la deficienza nutrizionale che ne consegue potrebbe essere determinante nel ritardo dello sviluppo.
Questa osservazione è coerente con quanto già precedentemente annunciato nelle scoperte di Jill James e colleghi, che conclusero che “un intervento nutrizionale mirato con methylcobalamina e acido folinico poteva essere di beneficio clinico in alcuni bambini con autismo”.
La conclusione simile cui sono giunti Genuis and Bouchard è quella di consigliare per tutti i bambini con problemi del neurosviluppo una valutazione per verificare deficienze nutrizionali e sindromi da malassorbimento.
Quanto dovremo aspettare perché questo venga preso in considerazione dai medici che si occupano in Italia di autismo e perché quindi ad ogni bambino che riceve la diagnosi siano fatte delle analisi per verificare se ci sono carenze nutrizionali e malassorbimento?
PubMed: Confermati i miglioramenti in bambini autistici a dieta SG
1. Celiac Disease Presenting as Autism.
Genuis SJ, Bouchard TP. J Child Neurol. 2009 Jun 29.
http://jcn.sagepub.com/cgi/rapidpdf/0883073809336127v1
Le diete che riducono il glutine diventano sempre più popolari tra i genitori che cercano una cura per bambini con dignosi di autismo. Alcuni dei resoconti che citano la dieta per celiaci nei bambini autistici, potrebbero essere collegati al miglioramento delle deficienze nutrizionali, derivanti da una non diagnosticata sensibilità al glutine con conseguente malassorbimento. Viene presentato un caso di un bambino di 5 anni con una diagnosi di autismo grave, in una clinica specialistica per disordini dello spettro autistico. Dopo un’indagine iniziale, che suggeriva una celiachia di base e deficienze in vari nutrienti, è stata inserita una dieta senza glutine insieme a supplementi dietetici per assicurare un apporto nutrizionale sufficiente. I sintomi gastrointestinali del paziente si sono risolti rapidamente e i segni ed i sintomi di autismo sono progressivamente diminuiti. Questo caso è un esempio di una comune sindrome da malassorbimento, associata con una disfunzione del sistema nervoso centrale e suggerisce che, in alcuni contesti, la deficienza nutritiva potrebbe essere determinante nel ritardo dello sviluppo. Si consiglia che tutti i bambini con problemi del neurosviluppo, vengano valutati per verificare deficienze nutrizionali e sindromi da malassorbimento.
L’intervento biomedico per l’autismo
Recentemente in Italia un numero sempre crescente di genitori si rivolge a terapie biomediche per l’autismo, nonostante queste siano ritenute dalla medicina ufficiale del nostro paese “alternative” ed i medici che le utilizzano siano trattati con scetticismo, quando non ridicolizzati o diffamati.
Bisognerebbe invece tutti insieme chiedersi perché i genitori di bambini autistici abbiano affrontato viaggi transoceanici in cerca di trattamenti non disponibili in Italia e si stiano impegnando con tutte le loro forze per ottenerli anche nel nostro paese .
Il perché è semplice e vorrei provare, con altrettanta semplicità, a spiegarlo.
I disordini infantili dello spettro autistico sono in genere diagnosticati da professionisti quali psichiatri o psicologi. Le manifestazioni “psicologiche”, tipiche di questi disordini neurologici nei bambini, possono comprendere ritardo nel linguaggio, mancanza di contatto oculare, abilità sociali carenti o mancanti del tutto, timidezza, comportamenti perseverativi (fare sempre le stesse cose ripetutamente), ritardo nelle abilità fine o grosso motorie, problemi di integrazione sensoriale (sensibilità al tatto o ai suoni, ecc), non rispondere al proprio nome, intransigenza alle transizioni e gravi, spesso inspiegabili, cambiamenti di umore.
Purtroppo i problemi fisici o medici che i nostri bambini spesso mostrano sono raramente notati o presi in considerazione: manifestazioni tipiche dei bambini con disordini neurologici possono includere allergie alimentari ed eczemi, difficoltà generali del sistema gastrointestinale, stitichezza e diarrea, aumento di candida, problemi del sistema immunitario e disturbi del sonno.
Molti di questi bambini con autismo (sebbene certamente non tutti) sono quindi seriamente ammalati e diversi medici, soprattutto in America, dove questa malattia è una vera e propria epidemia, stanno finalmente cominciando a capire che questi pazienti richiedono immediata attenzione biomedica.
Si è affermata l’opinione in molti ricercatori che nel corpo e nel cervello di diversi pazienti con autismo si accumulino tossine ambientali, tra cui i metalli pesanti. Questo sembra essere causato da una mancanza di alcune sostanze a base di zolfo, chiamate tioli, che compromettono le naturali difese del corpo contro mercurio, piombo, arsenico, alluminio e altri metalli tossici. L’accumulo di queste sostanze (c’è molto controversia sulle loro origini e in particolare se siano relative anche a conservanti usati nei vaccini) è stato associato in molti studi con danni cerebrali, al sistema nervoso, al sistema immunitario e a quello gastrointestinale. Certo è che in alcuni bambini geneticamente suscettibili potrebbe causare anche stress ossidativo nel cervello, così come deficit cognitivi e comportamentali.
In America, ma ora anche in Europa, migliaia di genitori sono passati ad un nuovo protocollo medico, che non è certo medicina voodoo, e che anche il nuovo presidente dell’ American Academy of Pediatrics (AAP), il Dr. David Tayloe, ha definito molto promettente e meritevole di ulteriori ricerche.
Questi trattamenti sono validati da importante ricerca scientifica. E’ di pochi giorni fa, infatti, per fare solo un esempio recente, la pubblicazione su PubMed (il più grande archivio di studi e ricerche mediche) di un nuovo studio che dimostra importanti miglioramenti nei segni e nei sintomi dell’autismo in bambini sottoposti ad una dieta senza glutine esattamente come i pazienti celiaci. Vi si legge (su EmergenzAutismo stiamo lavorando alla traduzione completa dello studio) che è consigliabile che TUTTI i bambini con problemi di neurosviluppo, come l’autismo, siano sottoposti ad una valutazione per deficienza nutrizionale e malassorbimento gastrointestinale.
Piuttosto che condannare questi medici che vogliono curare l’autismo come un disordine fisico, oltre che neuropsicologico, occorrerebbe che l’estabilishment medico italiano ricerchi e provi con estrema urgenza se queste terapie, da loro definite non convenzionali, possano avere legittimamente un posto nella clinica medica ufficiale.
Non è più tempo di etichettare questi trattamenti come “scientificamente non provati”: lo sono eccome!! Basta leggere PubMed.
